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Per informazioni e appuntamenti per la consultazione dei materiali d’archivio, si prega di inviare una mail all’indirizzo:
info@ulisseadorni.it

3 Comments

  1. Ivonne Scauri
    1/26/2016
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    Buonasera,
    è una bellissima idea ricordare il “MAESTRO” in questo sito.
    Ho 57 anni, ma mi ricordo ancora quando arrivava con la sua Fiat 5oo, ci caricava, eravamo 2 o 3 scolaretti, e ci dava un passaggio sino a scuola (altrimenti dovevamo farci il tragitto a piedi), arrivati a scuola si accendeva la stufa a legna. Tutto questo avveniva a Tordenaso di Langhirano nell’anno 1966 – 1967, frequentavo la seconda elementare e oltre ad insegnarmi l! A B C,, mi ha insegnato il valore della bandiera e il rispetto di chi ha combattuto per tutto questo, e il rispetto per tutti gli uomini.
    Era soprattutto una persona che sapeva farsi voler bene e creare curiosità in tutto ciò che raccontava.
    Conservo alcune fotografie del periodo e un bel ricordo.

  2. luca
    1/27/2016
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    Il giorno 6 giugno del 1968 era giovedì,
    Eravamo una decina di bambini di nove anni, il maestro ci portò, lo faceva spesso a fare la merenda camminando dietro la scuola di Alberi di Vigatto, La nostra classe di terza, lo seguiva camminadogli dietro, diretti verso un frutteto, lui aveva la radiolina in mano e ascoltava, credo la voce di Ruggero Orlando che annunciò la morte di Robert Kennedy, Il 5 giugno del 1968 Robert Kennedy – detto anche “Bobby” o “Bob” – fu ferito all’hotel Ambassador di Los Angeles, pochi minuti dopo aver terminato il discorso con cui aveva celebrato la vittoria nelle primarie del Partito Democratico in California, in vista delle successive elezioni presidenziali. L’attentatore, Sirhan Sirhan, un palestinese cristiano con cittadinanza giordana, sparò a Kennedy tre proiettili da vicino. Robert Kennedy morì il giorno successivo, 26 ore dopo essere stato ferito. Lui cercò di spiegare a noi bambini quello che era successo e quello che stava provando. Ulisse era un maestro speciale, ci fece fare merenda parlandoci dell’America, per farci comprendere la propria sofferenza, ci spiegò con parole semplici, che reganva la paura nel mondo.
    Ma bisognava reagire, rientrammo in classe e iniziammo tutti a disegnare – un grande foglio, un grande racconto, uno dei suoi, dove ognuno di noi colorava e scriveva qualcosa, quello che gli veniva, diretto e immenso verso la pace.
    Ulisse era felice.

  3. Sandra Coronella
    1/28/2016
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    Che emozione straordinaria, questo sito! Ho avuto l’onore e la grande gioia di conoscere Ulisse nel 1985. Lavoravo all’Ufficio Decentramento e Progetto Giovani del Comune di Parma. Eravamo – al tempo – su posizioni politiche differenti, anzi opposte, DC lui, PCI io. Ma la fiducia reciproca fu immediata. Eravamo dei precursori di ciò che accadde dopo a livello politico? Non so. Credo che condividessimo dei valori, al di là delle bandiere. Non si poteva non essere coinvolti dalla sua energia vitale, dalla sua creatività, dalle sue idee, dalla sua passione per la politica, e da ciò che c’era di più profondo: l’amore per i giovani. E’ stato forse uno dei periodi più belli della mia vita lavorativa, Il Premio di Poesia Fabio Scovenna, i Centri Giovani, via Oradour, lo sforzo di riorganizzazione del decentramento perché fosse partecipazione vera, non burocrazia, e tante tante altre cose….Un tempo breve…troppo breve.

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