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  1. 12/10/2015

    Avevo accompagnato la mia amichetta in classe quel giorno, tornando a casa avevo pregato i miei genitori di farmi andare in quella scuola meravigliosa, e a furia di insistere mi ci avevano mandata. Lì incontrai il mio maestro Ulisse. Le cose che ricordo maggiormente di lui sono i suoi occhi, vivacissimi, e il suo immenso sorriso.
    Insieme a lui, da bimba timidissima che ero, diventai sempre più coinvolta nei vari progetti con gli altri bambini, pur restando riservata nei modi. Acquistai nuova sicurezza e soprattutto mi divertii un mondo. Ulisse permetteva che ci alzassimo dai nostri banchi, ci permetteva di esprimerci, e soprattutto ci lasciava giocare, tanto.
    Nella sua classe non si era più soltanto bambini, si acquistava la consapevolezza di essere persone con un valore, pur essendo piccoli.
    Ricordo le ricerche sul campo, come quella svolta passeggiando nell’oltretorrente e intervistando gli anziani riguardo ai loro ricordi della guerra, della resistenza, delle barricate. Oppure quando eravamo andati nel Parma a caccia di sanguisughe, che successivamente avremmo vivisezionato insieme a una biologa, con mio grande disgusto. Così come ricordo la fabbricazione dei burattini di cartapesta, le tante ricerche (adoravo fare ricerche e discutere con i miei compagni, a volte ci scappava un muso o una lite ma alla fine Ulisse ci aiutava a trovare un compromesso). E poi adoravo preparare le operette da cantare al Regio e le opere vere, ascoltate sempre al Regio, tutti insieme ammassati nei palchi. Ricordo una gita di una settimana a Roma, con canti e giochi sul bus, e la visita ad un orfanotrofio.
    Lì incontrai una bimba come me, che ricordo ancora con grande tenerezza. Mi spiegò che era convinta che il papà sarebbe tornato a prenderla, la mamma non c’era più. E ricordo B., un ragazzo in età quasi adulta con grossi problemi che era stato inserito in classe con noi. A volte mi spaventava perché spesso si agitava ed era grande e grosso, ma questo essere a contatto con situazioni e condizioni diverse dalla mia mi aveva dato una nuova consapevolezza del mondo attorno a me.

    Credo che sarei una persona diversa oggi, se Ulisse non fosse stato il mio Maestro.

    Silvia Abortivi

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